Aprire tra le chiusure – due nuove coraggiose attività in Porta Venezia

Lungi dal volermi cullare nella dilagante retorica del “la pandemia ci renderà migliori”, che si è già rivelata una confortante bugia, mi tocca comunque ammettere di aver imparato un paio di cose dall’eccezionalità della situazione attuale; un paio di cose che ora mi sento di consigliare a chiunque.
La prima: andate a tagliarvi la frangia finché potete. Anche se l’avete fatta sistemare di recente, anche se non è ancora molto lunga: voi andateci. Basta distrarsi un minuto per ritrovarsi con i parrucchieri chiusi e un look alla Ramones.

La seconda: siate indulgenti con voi stessi. Lo siete già? Bravi, saltate l’intro e andate direttamente al prossimo paragrafo. Se invece siete come me, abituati a incastrare il lavoro con l’allenamento, la cucina sana, le letture, il volontariato, i rapporti sociali e i tentativi di mantenere degli standard igienici accettabili in casa, potreste arrivare a sentirvi sopraffatti, o peggio: potreste sentirvi in colpa per sciocchezze immani come non l’aver passato l’aspirapolvere in bagno o  aver lasciato marcire una scarola in frigo.

In altri termini, dopo oltre un anno di pandemia e relativi disastri, l’inflessibilità non vi serve. Piuttosto, coccolatevi. Come? Per esempio facendo shopping online, ingurgitando calorie vuote mentre guardate esercizi di fitness su youtube, impiastricciandovi da capo a piedi di cremine scelte a caso.

Meglio ancora: potreste unire la coccola al gesto socialmente utile, acquistando da realtà locali e sostenendo alcune piccole attività del quartiere emerse a dispetto dei lockdown e delle chiusure generalizzate.
Di queste attività coraggiose ne abbiamo scelte due:

Soul4skin – via Pilo 12

https://soul4skin.business.site/

Soul4skin è uno store interamente dedicato ai prodotti per la beauty routine coreana, che negli ultimi anni ha spopolato sul web e non solo. Qui potrete trovare creme, sieri, maschere e detergenti a base sia di principi attivi già ampiamente noti nel mondo della cosmesi – bava di lumaca, centella asiatica, acido ialuronico – che di ingredienti assolutamente affascinanti, come il veleno d’api o la Pulsatilla Koreana, un fiore il cui estratto vanta proprietà antibatteriche e lenitive. Se credete che il mio stupore dipenda solo dalla mia ignoranza in materia, avete ragione solo a metà: secondo il sito web incibeauty.com, la Pulsatilla Koreana è presente solo nello 0.04% dei cosmetici. Statisticamente parlando sarebbe più facile incrociare un’anaconda ai Giardini Montanelli.

Per i neofiti della skincare esiste anche una guida alla sequenza di prodotti da utilizzare e alle relative finalità, mirabilmente sintetizzata dallo scaffale su cui sono indicati i 10 step da seguire: si parte con cleansing (trad: scartavetratevi il grasso dalla faccia) e si finisce con sunscreen. Grazie a ciò ho scoperto di mettere in pratica non più di 3 step su 10, probabilmente anche male.

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Vere star del catalogo sono le maschere facciali in tessuto, già sdonagate da anni e disponibili in quasi tutti gli store cosmetici più noti, certamente non nell’incredibile varietà di proposte di Soul4Skin. Ulteriore nota positiva: molte di queste sono composte di tessuti ricavati da sostanze completamente naturali, come il lino e il bambù, e intrise di essenze altrettanto naturali, come il miele, i fagioli neri e, udite udite, il TOFU. Certo, non posso giurarvi che questa maschera vi donerà l’incarnato di Maryl Streep, ma la sola idea di aver trovato un’utilità per il tofu, che dal punto di vista gastronomico si colloca pericolosamente vicino all’intonaco, è esaltante.

Il vinaccio – via Castel Morrone

https://www.ilvinaccio.com/

C’è davvero bisogno che vi spieghi perché regalarvi (o regalare) una bottiglia di vino, magari due? D’accordo, facciamo tre, ma in caso vogliate arrivare alla quarta non sarà necessario ricordarvi che potreste avere un problema. Se siete degli irriducibili e state pensando di spingervi fino alla quinta, sappiate allora che l’enoteca Il Vinaccio, la cui sede di via Castel Morrone ha coraggiosamente visto luce non più di un mese fa, vi regalerà una sesta bottiglia. Non sono una giurista esperta, ma credo che qui possa configurarsi il reato di istigazione a delinquere.

La carta dei vini de Il Vinaccio, di tutto rispetto, comprende bottiglie dai prezzi contenuti – si parte dai 7,50 euro per una bottiglia a scelta tra alcune delle etichette più note, come falanghina, lambrusco, aglianico, sangiovese e così via – fino a quelle meno economiche, come il Brunello di Montalcino 1100 Riserva (195 euro, magari non abbinatelo al kebab). A metà tra queste due sponde  troverete moltissime tipologie di bianchi, rossi, rosè e frizzanti, nonché i cosiddetti outsider, ossia vini provenienti da agricoltura biologica e ottenuti da lavorazioni quanto più naturali possibile.

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Infine, nel caso in cui le disposizioni sanitarie in continuo divenire vi abbiano disorientati e non siate più certi di poter uscire di casa per fare scorta di vino, un messaggio su whatsapp vi garantirà una comodissima consegna a domicilio, gratuita sopra i 40 euro di spesa.
In tempi normali al Vinaccio si potrebbe anche mangiare  – tramezzini, taglieri di salumi e formaggio, persino  ostriche – ma finché non sarà possibile tornare ad ubriacarci allegramente fuori casa, non ci resta che attendere (col bicchiere in mano).

Alessandra Sorvillo

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