Artissima, le opere e le gallerie da non perdere.

Tra le 193 gallerie di questa edizione di Artissima e le oltre 2000 opere esposte, sono 6 gli stand che meritano un’attenzione particolare.

Iniziamo con Rotwand gallery, dove Sabina Kohler e Bettina Meier Bickel ci portano alla scoperta del solo show di Klaus Lutz, sofisticato e poetico artista scomparso qualche anno fa. La sua ricerca ci porta in un mondo finissimo fatto di piccoli libri.

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Giuseppe Buzzotta, classe 1983, è l’artista palermitano di Prometeo. Geometria del sogno e campi di colore che esprimono un pieno-vuoto di forte impatto visivo. Un unicum ad Artissima 2016.

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Da Tokyo, Kishio Suga, courtesy of Koyama Gallery. 72 anni, attualmente esposto all’Hangar Bicocca di Milano. Figura chiave dell’arte contemporanea giapponese, risolve la sua tensione artistica scomponendo la linearità in una pura immaterialità.

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A Torino, dove è nata, non potevamo che incontrare Marisa Merz, grazie a Monica De Cardenas. Figura controversa: la sua arte leggera è trasgressiva, la sua ironia è fermezza, la sua distanza dal mondo dell’arte è una condizione ancestrale di verità.

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Thomas Bayrle, esponente della Pop Art tedesca ad Artissima con Pia Gallery, porta la sua arte al servizio di una riflessione politica e sociologica più ampia, continuando a interrogarsi sui meccanismi di comunicazione e produzione di massa. Con un amore per la ripetizione ossessiva.

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Loom Gallery, nuova proposta ad Artissima, presenta Andreas Burger, Gli involucri delle famose palle di Mozart realizzano un collage di multi-volti, distorti, diversi, eppure tutti uguali. Per un’identità reale o immaginaria.

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Riccardo Borghi

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