Porta Venezia ospita The Habit of a Foreign Sky

Emily Dickinson è considerata una delle maggiori poetesse di sempre grazie alla sua innata capacità di evocare mondi e immagini all’interno dei suoi componimenti, nonostante nella sua vita abbia conosciuto ben poche realtà al di fuori di casa sua, dove rimase a partire dall’età di venticinque anni fino alla sua morte. Proprio da uno dei frammenti della poetessa statunitense prende il nome la prossima mostra al FuturDome di via Giovanni Paisiello 6, un edificio in pieno stile liberty che unisce le esigenze di riqualificazione in chiave abitativa comuni a diversi palazzi della nostra città alla poliedricità culturale che ormai avvicina Milano alle altre grandi metropoli europee. L’esposizione prende il nome di The Habit of a Foreign Sky ed è organizzata dall’Isisuf, l’Istituto internazionale di studi sul Futurismo, proprietario del FuturDome e già organizzatore insieme a Galleria Zero di un’altra mostra conclusasi in primavera, Imitatio Christie’s II.

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The Habit of a Foreign Sky ospiterà le opere di numerosi artisti, tutti all’incirca trentenni, accomunati da una condizione che li spinge alla continua ricerca dell’altrove, in un contesto che viene definito da Ginevra Bria, curatrice della mostra, come “una negoziazione dell’impossibilità, da parte di un soggetto plurale, ad adottare un’inclinazione a risiedere”. L’elemento innovativo di The Habit of a Foreign Sky sta nell’aver offerto a ciascuno degli artisti che esporranno qui le proprie opere un appartamento a rustico per l’esibizione, con la possibilità però di utilizzarlo come residenza per un certo periodo di tempo, andando così a porre l’accento sullo stato di transizione dell’edificio dalla dimensione pubblica a quella privata.

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Come dicevamo, infatti, scopo dell’Isisuf è riqualificare il palazzo, sede degli ultimi incontri tra futuristi nel ‘900, che risulta destinato ad accomunare spazi residenziali (la maggior parte) a zone puramente espositive, situate al piano terra e comprendenti un atelier ed un negozio che diventerà una galleria d’arte.

Il progetto FuturDome, che vuole imporsi come esempio e fonte d’ispirazione per idee simili nel resto del mondo, è realizzato con partner edili scelti accuratamente dall’Istituto per unire la necessità di creare abitazioni secondo i più recenti standard sostenibili ed ecologici all’intenzione di conservare, soprattutto per quanto riguarda la parte esterna dell’edificio, la particolarità ed importanza storica del palazzo.

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The Habit of a Foreign Sky verrà inaugurata giovedì 29 settembre a partire dalle ore 18 e sarà aperta fino al 30 novembre di quest’anno.

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FuturDome


Alessio Bilardo

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Studente da ormai troppo tempo e lavoratore part-time per necessità, amo la scrittura a tal punto da rifiutare sdegnato l’aiuto dell’autocorrettore del telefono quando scrivo messaggi. Parlare di Porta Venezia per me è come tornare a casa, dopo gli anni adolescenziali vissuti in esilio nella periferia sud di Milano. Nei miei pezzi aspettatevi riferimenti musicali in ogni dove: quando le mie dita non scorrono sulla tastiera del PC, lo fanno sul manico della chitarra (ma sto sempre ben attento che non ci sia nessuno in ascolto).

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