Porta Venezia: 3 gelaterie senza rivali

Se qualcosa doveva essere pieno di calorie e di colesterolo, perché non potevano esserlo i broccoli, invece del gelato?

Doug Larson

Da bambina quando mi chiedevano “che gusti vuoi?” rispondevo quello giallo e quello rosa per intendere limone e fragola.

Ora, se devo peccare, prendo le creme!

Amo i gelati: aromi artigianali, pezzi di frutta, granella alle mandorle. Scale di vaniglia e nocciola che prendono forma su croccanti cialde al biscotto. Coni che fanno colare pistacchio e stracciatella giù per il braccio, sotto il peso di ogni sorta di sciroppo. Con panna, doppia panna, senza panna; monogusto, bigusto. dalle coppe gelato al rhum a quelle all’olio d’oliva dolce o al salato con verdure ed erbe aromatiche; nel cono o nella coppetta, che non è mica l’è istess!

Noi di Porta Venezia Social District vi proponiamo la top three in fatto di gelaterie portaveneziane (da provare assolutamente!) per un freddo piacere all’arrivo di queste torride temperature estive duemilasedici.
Con il puffo pensavate davvero di aver visto tutto? sbagliato!

1. Gelateria della musica

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GELATO-SU-FONDO-MURO_MUSICA

Cremose sinfonie di gusti come note suonate da un pianoforte a coda, ingredienti scelti accuratamente come la scala musicale di uno spartito. La Gelateria della Musica è molto più di una semplice gelateria. Qui il gelato non è mai lo stesso. Sa essere unico in quanto, come la musica, è destinato a non ripetersi mai, o perlomeno a non ripetersi mai in maniera identica, uguale. Cambiano i colori, cambiano le materie prime, finemente selezionate e sempre rispettose del ritmo delle stagioni. Cambiano le preparazioni e i nomi dei gusti, proprio come i cantanti fanno al pari dei loro dischi.

Il nostro obiettivo è emozionarvi così come ci riesce la musica…” queste le parole di Fabio Brigliadoro, titolare del locale, che dopo aver lavorato nel mondo della musica nel lontano luglio 2008 ha trasformato una passione in una vera e propria professione di qualità.
Vi possiamo giurare che qui la scelta non solo è difficile ma addirittura dolorosa: come poter rinunciare alla cannella e arancia variegata con gelato al cioccolato al posto del pistacchio crudo piccante con dadolata di ricotta cotta al forno e zuccherata? Ma del resto, con che coraggio rimanere indifferenti al cioccolato bianco con nocciole, semi di papavero e meringa all’italiana decidendo se sia meglio prendere pane, burro e marmellata o cioccolato al sale rosa dell’Himalaya?

Gelateria della Musica, in via Pestalozzi 4 a Milano

2. Out of the box

OUT OF THE BOX

OUT OF THE BOX GELATO

Per questa gelateria, novella nel Quartiere, la ricerca per le giuste materie prime e di qualità è la regola del giorno. Qui la golosità non ha scampo.

Cuore pulsante di Out of the Box sono i Magnifici 6. Sei come i nomi delle persone che li hanno ispirati: Emma, Guglielmo, Ludovico, Karin, Edoardo e Michelangelo.

Noi ve ne anticipiamo tre:
Emma, ricotta di pecora fresca di alta qualità, uova fresche e fichi caramellati;

Guglielmo, grue (ma che sto a dì?!?) di fave di cacao ricoperte di pasta stracciatella, caffè espresso e mascarpone fresco

Michelangelo, latte, panna, zucchero, crema di mandorle e mandorle pralinate

Punto forte di questa gelateria sono anche le creme originali nel ricercato abbinamento degli ingredienti. Ottima la “tirolese”, una crema di latte spalmabile ai mirtilli, ma anche la Crema Bolognese e Pistacchio non sono da meno.

Il gelato, conservato nelle “carapine” del lungo bancone, viene prodotto artigianalmente nel laboratorio a vista protetto da una grande vetrata. Il cono è sostituito dalle “cestine alla bolognese”, coppette di cialda croccante.

La panna è montata poco alla volta ed è inclusa nel costo del gelato; tutti i gusti vengono prodotti solo per 3 kg alla volta, questo a significare che il gelato è freschissimo e non freddo di frigorifero.

Curiosi di sapere tutte le composizioni e lasciarvi ingolosire?

Out of the box, Via Marcello Malpighi, 7

3. Gelato giusto

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In un piccolo posto dagli arredi essenziali potete trovare un dolcissimo brivido d’estate in compagnia di gelati di alta artigianalità e dagli ingredienti spiccatamente naturali, anche senza latte.

Ad accoglierci una simpatica mucca, nonché simbolo e logo del locale. L‘aria buona, rilassante, simpatica come le ragazze che impiegano il loro tempo non soltanto a fare coni e coppette in serie, ma anche a far assaggiare le preparazioni più inusuali.

I gusti fissi sono pochi, e un’altra decina a rotazione. Fiordilatte, stracciatella, crema, fior di basilico (mangiare, mangiare subito senza esitare!), yogurt, mandorla siciliana sono solo alcune delle creme presenti in gelateria. E poi via di fiordimenta, di zenzero e lime (un connubio perfetto), di timo e limone, papaya, fico, tiglio, verbena e molto altro ancora. Qui qualità e passione vanno a braccetto, e il risultato si vede e si gusta.
Le mucche fanno muu ma una fa muuuu muuuu! Provatela prima che si sparga troppo la voce (poi non dite che non ve l’avevamo detto, eh?!?)

Via S. Gregorio, 17, Milano


Giorgia Borghi – Blogger

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Nata lo stesso giorno in cui nacque Macchiavelli, racconto e assaggio tutto quel che posso – specialmente se sono magnifiche meringate al limone e coppe di gelato ricoperte di cioccolato. Laureata in Lettere e Filosofia, anche se il senso della vita sfugge, approdo al mondo della cucina dopo diverse vicissitudini, coincidenze, magie. I modelli più amati sono la tartare di Fassone e la pasta fresca della nonna. Viaggiatrice seriale e adoratrice di vino, con un master in Sommelier e uno in organizzazione eventi, mi cimento nell’arte di far quadrare i cocomeri, ma non ci riesco e per questo mi dedico al progetto di Porta Venezia Social District.

Nel mio frigorifero… c’è la luce. E basta.

Jasmin Tschernutter – Photographer

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La luce, lo spazio e le forme sono ciò con cui sono nata e che ho sempre amato, insieme alla voglia di errare e scoprire. Ho dedicato la mia vita alla fotografia e al viaggio, così studiando all’Istituto Italiano della Fotografia e allo Iulm e girando il mondo, vivendo alcuni anni a Cannes dove ho avuto la possibilità di frequentare l’Acadèmie du Cinèma. Cosa di più bello della vecchia Milano per riscoprire il romanticismo metropolitano? Moda, profumi, architetture, storie e tanto cibo da scoprire per una golosona come me.

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