#stateascoltando Gesto

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Potrà sembrare una banalità, ma spesso le cose più semplici sono quelle che restano maggiormente impresse nella memoria. Lungi da me pretendere di riuscire ad entrare nella testa di un grande artista come Frank Black; tuttavia è ben probabile che l’idea di semplicità sia una delle basi da cui il cantante e chitarrista dei Pixies è partito per scrivere uno dei più grandi successi del gruppo, Where is my mind?. Il riff di chitarra che accompagna l’ascoltatore durante tutta la canzone, ritornelli esclusi, è di una facilità disarmante anche per un principiante della sei corde; allo stesso modo il testo del brano, ispirato ad un’immersione subacquea fatta dallo stesso Black ai Caraibi, è composto da frasi brevi e lineari.

Se fosse davvero tutto così semplice, però, probabilmente non sarei nemmeno qui a scrivere ora. La realtà è che dietro a tutta questa facilità si nasconde, come sempre accade nell’arte (almeno quella degna di portare questo nome), un messaggio nascosto che merita di essere interpretato o che è addirittura suscettibile di godere di interpretazioni diverse da parte di ognuno di noi. Quale, quindi, il messaggio che si cela dietro Where is my mind??

Una delle possibili interpretazioni vede Frank Black immaginarsi di vivere la propria vita come una sorta di immersione subacquea, una specie di gita durante la quale essere totalmente senza pensieri (i fan di Gomorra apprezzeranno) e godersi ogni singolo attimo.

Una gita che inevitabilmente ci porta a fare le conoscenze più disparate, a volte anche di grandi personalità; che è poi quello che potrebbe accadervi, in piccolo, da Gesto in via Sirtori.

Già, perché, se entrate in questo locale, verrete accolti da una parete su cui campeggiano grandi personaggi del passato e del presente che vi daranno il benvenuto con alcuni dei loro pensieri di maggior ispirazione, magari proprio mentre la ricca e variegata playlist musicale proposta dal locale diffonde nell’aria le note di Where is my mind?. Potrete così assaggiare del vitello con salsa tonnata, lime e lamponi mentre Emmeline Pankhurst vi ricorda di “non sottovalutare mai il potere che abbiamo di essere artefici del nostro destino”; oppure avrete la possibilità di abbandonarvi ai gusti iberici della tapa a base di polpo rosolato, chorizo e salsa verde, accompagnati dallo sguardo enigmatico di Salvador Dalì che vi dice di non temere la perfezione, “tanto non la raggiungerete mai”. Il tutto unito, come detto, ad un sottofondo musicale in grado di soddisfare ciascun ascoltatore, che spazia dal rock anni ’70 al pop dei giorni nostri, passando per esibizioni live e grandi pezzi di matrice più alternative rock, come appunto il capolavoro dei Pixies.

Non mi dilungo oltre, per evitare di rovinarvi la sorpresa. Ciò che va aggiunto su Gesto è che, nonostante la sua recente apertura, sembra avere tutte le carte in regola per imporsi come uno dei locali più interessanti di Porta Venezia: all’ambiente caratteristico e per nulla banale (le lavagnette sono il suo pezzo forte, ma anche qui non vi anticipo nulla) vanno aggiunti un’alta qualità delle bevande e dei cibi, che accontentano tutti i palati (anche quelli vegetariani e vegani), e un personale gentile e disponibile, tanto in cucina, quanto in sala. Il tutto, mescolato ad una filosofia tesa a limitare al massimo gli sprechi, contribuisce a creare un ambiente piacevole e rilassante, che vi aiuterà a passare un aperitivo o una serata senza alcun pensiero, proprio come vorrebbe Frank Black.

Alessio Bilardo.

 

 

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