marzo 17, 2017

Achitetture storiche

Porta Venezia si apprezza per una moltitudine di ragioni: è un quartiere vivace, pieno di novità, di luoghi in cui sperimentare e in cui imbattersi in piacevoli sorprese. Ma in tutto questo correre da un bar all’altro, tra una festa e una nuova galleria d’arte, si perde un aspetto importante del quartiere: la sua storia e la storia di chi lo ha fatto diventare così com’è. Ed ecco qui che nel variopinto mondo dell’architettura della zona abbiamo selezionato alcuni edifici costruiti nei secoli passati, che destano meraviglia, e di cui, probabilmente, sono in pochi a saperne il racconto.

Casa Cambiaghi

Via Pisacane, 18

Girando per Porta Venezia sono molte le meraviglie in cui ci si può imbattere ma soprattutto, molta la storia che ci passa accanto, che chiede ascolto ma di cui non sappiamo interpretare bene il linguaggio. È lo stupore e la curiosità che si palesa una volta svoltato l’angolo per via Pisacane, perché è lì che si è fatta la storia dell’architettura liberty di Milano. Meno conosciute delle case di Via Malpighi, queste abitazioni sono di certo meno appariscenti ma comunque eleganti nella loro eccentrica sobrietà di inizio Novecento.

via Flickr.it

Walk of Liberty

In via Pisacane lo stile Liberty regna incontrastato: è proprio qui che i più grandi architetti italiani del XX secolo hanno creato la loro fama. Al numero 18 si erge Casa Cambiaghi, un palazzo storico eretto nel 1902 da Andrea Fermini. Gli elementi distintivi che creano stupore e meraviglia sono sicuramente i colori tipici dello stile, rosa, verde e grigio, che ricoprono l’intero edificio in modo armonioso e regolare. Ma sono i dettagli a fare la differenza: le grate in ferro battuto delle ringhiere e del portone, le cornici e i balconi con motivi fitomorfi e i timpani formati da meravigliosi pavoni la cui coda aperta crea un’elegante conchiglia. E questa è solo una delle Case storiche di via Pisacane ed ecco perché potremmo chiamarla propriamente la Walk of Liberty di Milano.

 

Palazzo e Torre Rasini 

Corso Venezia, 61

C’è chi guarda dalla finestra e vede il mare, chi incontra le pendici delle montagne e chi ha di fronte la brulicante vita di Porta Venezia: è proprio questo ciò che vedono gli abitanti della Torre Rasini, uno degli edifici simbolo del quartiere, che svetta in Piazza Oberdan con i suoi 12 piani.

via lealeist.it

Due parti, un’anima

Il complesso è formato da un palazzo, più basso, e da una torre. Le due strutture sono differenti nei materiali e nei colori, ma nonostante questo mantengono un’integrazione armonica tra loro. Se il palazzo è un edificio squadrato, rivestito in marmo bianco, semplice e razionalista, la torre per contrasto è alta e in mattoni rossi, e ricorda le atmosfere dell’architettura anni ’20 anche grazie ad una serie di terrazzi e giardini pensili che rendono l’edificio ancora più affascinante. I due edifici riflettono, secondo gli esperti, lo stile dei due architetti che li hanno ideati: si riscontra la mano di Giò Ponti nel palazzo più basso, mentre l’influenza di Lancia si vede nella torre che si affaccia sui Bastioni.

Dal punto di vista storico la costruzione di questo palazzo, databile negli anni ’30 del 900, non è meno interessante: in un momento in cui la borghesia andava affermandosi, la ricca famiglia dei Rasini decise di sostituire la loro vecchia abitazione con un nuovo palazzo di lusso, che, nella mente del Podestà che concedette l’inizio dei lavori, doveva avere un’altezza tale da diventare il punto di riferimento nel panorama del quartiere. Oggi, nonostante i numerosi grattacieli che sono nati nel corso dei decenni a Milano, possiamo dire che questo edificio compete e tiene testa a tutte le architetture moderne, rimanendo un simbolo del quartiere e perchè no, di tutta la città.

 

 

Piscina Cozzi

Viale Tunisia, 35

Effettivamente un grande difetto di Milano è l’assenza di mare. Arriva l’estate e chi non è in ferie, freme aspettando che arrivi il weekend per correre in uno dei laghi vicini o nella calda e accogliente Liguria. Ma se c’è un ottimo sostituto a questo viaggio iper popolato è proprio la Piscina Cozzi, a due passi da Corso Buenos Aires e Piazza della Repubblica.

via milanosport.it

Un gioiello architettonico e non solo

Costruita nel 1934 dall’ingegner Secchi, la Piscina Cozzi è stata ed è un gioiello architettonico essendo, per l’epoca in cui è stata costruita, un esempio di tecnologia e di avanguardia. È una delle strutture più utilizzate per l’attività del nuoto, e per chi invece è attratto più dal relax dello sport non agonistico, si può fare una pausa tra una bracciata e l’altra nello splendido solarium che si trova sul tetto. Nonostante i molti milanesi che la frequentano per fare un po’ di movimento e rilassarsi, non bisogna dimenticare che è uno dei luoghi dove si è fatta la storia dello sport della città e anche italiano, come dimostrano le vasche di 33,3 metri, lunghezza stabilita dalle norme olimpiche dell’epoca.

La sobrietà e la purezza delle linee architettoniche che si riscontrano sia nella facciata che negli eleganti interni, sono arricchite da elementi pregiati, come il gruppo scultoreo di ispirazione neoclassica che sovrasta l’ingresso, oppure i grandi lampadari in vetro che accolgono il visitatore all’entrata.

Un gioiello architettonico, dicevamo, che soddisfa proprio tutti.

 

Casa di Vico Magistretti

Via San Gregorio 3

Porta Venezia è così: ad un tratto trovi un muro sopravvissuto all’epidemia di peste raccontata da Manzoni, e nel giro di pochissimi metri incontri un gioiello dell’architettura anni ’50. Non è un modo di dire, ma quello che succede camminando per la splendida Via San Gregorio, a pochi passi dal caos e dal traffico di Buenos Aires.

via grazia.it

Una casa, tante storie

Affianco alla Chiesa Ortodossa, che a sua volta si trova nell’ultimo tratto del muro del Lazzaretto rimasto in piedi dopo le demolizioni del 1881, sorge un’abitazione creata da uno dei nomi più importanti dell’architettura milanese: Vico Magistretti, scomparso da qualche anno ma destinato a vivere per sempre nelle sue creazioni dalla forma eterna e universale. La storia di questa abitazione però risale ad ancora prima, arrivando al periodo del patriottismo e del teatro di Gustavo Modena, che proprio in quell’area decise di far costruire un cinematografo. Dopo lo smantellamento della sala e la costruzione di un supermarket, Vico Magistretti negli anni ‘50 decide di riportare l’aerea al suo antico splendore costruendo una casa che prevedesse al piano terra, oltre ad alcuni negozi, una sala di proiezione all’avanguardia, completamente insonorizzata e illuminata da un sistema di applique appositamente disegnate. Ai piani superiori un’ascensore conduce a sei piani di abitazioni private, alcune delle quali dotate di splendidi terrazzi da cui si può ammirare tutta la via.

E chissà che da alcuni di questi terrazzi non si possa vedere dall’alto la Storia che ogni palazzo di Porta Venezia racconta.

 

Palazzo Luraschi

Corso Buenos Aires,1

Nella letteratura italiana sono molti i poeti e gli artisti che vengono studiati ma tra i più famosi c’è certamente Manzoni, l’autore de “I promessi Sposi”. È una storia che si conosce, una storia italiana, di un’epoca neanche troppo lontana, a cui tutti siamo affezionati. E il Lazzaretto, uno dei luoghi centrali del romanzo era proprio edificato qui a Porta Venezia.

via milanoforfree.it

Un perimetro famoso

È sul perimetro dell’ormai distrutto Lazzaretto di Milano che è stato costruito Palazzo Luraschi nel 1887 per mano dell’omonimo proprietario, architetto e amministratore del cinquecentesco Lazzaretto dell’Ospedale Maggiore. Il palazzo, fresco di ristrutturazione e dall’aspetto estremamente elegante, contiene al suo interno un cortile abbellito da fiori e da un pozzo centrale, circondato da numerose arcate che si appoggiano su colonne dallo stile classico su cui sormontano delle finestre circolari. L’architetto Luraschi riuscì anche a salvare dalla distruzione alcune colonne del Lazzaretto che oggi si trovano nella casa. E a questo proposito, guardando in alto, nel cortile, potrete scorgere dodici sculture di dodici personaggi dell’opera di Manzoni. Sapete riconoscerli tutti?

 

Torre Breda

Piazza Della Repubblica

Dalla Torre Rasini alla Torre Breda. Anni e stili differenti ma stessi primati architettonici che riflettono l’anima all’avanguardia del quartiere di Porta Venezia.La storia della Torre Breda iniza negli anni ’50: costruita da Luigi Mattioni che voleva realizzare non un semplice grattacielo ma un grattacielo che fosse il più imponente mai visto a Milano, la Torre è infatti la prima a superare l’altezza della Madoninna del Duomo. Un fatto eccezionale per l’epoca visto che il comune, in epoca fascista, vietava la costruzione di edifici più alti della statua che domina il Duomo.

via archivio.milanopanoramica.com

Il grattacielo di Milano

Nei suoi 31 piani estesi in più di 116 metri, Torre Breda ospita nei primi otto degli uffici mentre i restanti ventitré sono adibiti a uso abitativo. La peculiarità degli appartamenti appartenenti ai fortunati abitanti dei ventitré piani, è che, almeno negli anni ’50, presentavano caratteristiche tecnologiche di rilievo come i bagni ventilati, la posta automatica e un sistema di ventilazione che prendeva l’acqua dal sottosuolo. Forse è per questo che è chiamato “Il grattacielo di Milano”: rappresenta quella voglia di innovare e sperimentare che fa di Milano una perla italiana.

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