Tre angoli di mondo in Porta Venezia

Quante volte abbiamo vantato l’anima multietnica di Porta Venezia?

Sicuramente moltissime. Allora guardiamo più da vicino il volto cosmopolita del quartiere attraverso tre dei suoi “angoli di mondo”.

Kalinka – via Boscovich 40

Siamo abituati a ragionare per stereotipi? Io credo di sì, o non si spiegherebbe perché poco prima di entrare per la prima volta da Kalinka la mia mente abbia formulato un ritratto dell’ipotetico proprietario – alto due metri, biondo, con occhi di ghiaccio – pericolosamente simile alla versione anziana di Ivan Drago, il temibile pugile sovietico di Rocky IV.

Ovviamente nulla di più distante dalla realtà: all’ingresso sono stata accolta da un mite commesso in abito grigio, Oleg, che mi ha raccontato qualcosa di questo curioso negozio, da 15 anni punto di riferimento per i cittadini russi, ucraini e lituani in cerca dei prodotti della loro terra, ma anche per gli italiani a caccia di novità. L’offerta è principalmente alimentare e orientata verso le specialità di pesce, che vanno dal prevedibile caviale ai meno prevedibili fegato di merluzzo sott’olio (sì, avete letto bene) e uova di luccio.

Trattandosi di uno dei pochissimi punti vendita di Milano interamente dedicato alle specialità russe, Kalinka è molto più di un semplice supermarket. C’è infatti un’area ridotta ma molto fornita di cosmetici e oggetti d’arredamento, una piccola libreria di volumi in lingua e, per finire, tutto ciò che ci si aspetterebbe di trovare in un qualsiasi negozio russo che si rispetti, ovvero file e file di matrioske e scaffali colmi di ogni genere di vodka.

British Box – via Melzo 34

Stretta tra un negozio di elettronica e un’erboristeria si trova questa bottega piccola ma tutta da scoprire, imprescindibile per gli amanti dello stile anglosassone. Nata 31 anni fa come società di distribuzione improntata soprattutto alla collaborazione con studi di architettura, dopo due anni British Box diventa anche punto vendita aperto al pubblico, prima in piazza 8 Novembre, poi in via Melzo, dove è rimasta negli ultimi 12 anni.

I clienti di British Box sono prevalentemente italiani – mi spiega Giovanni, il proprietario – ma con esigenze e possibilità diverse: per i più raffinati ci sono gli accessori in pelle della casa Launer (disponibili in esclusiva per il mercato italiano), nota per essere la pelletteria che fornisce le borse indossate dalla regina Elisabetta, o le fragranze Grossmith, altro marchio di fiducia della famiglia reale. Se invece avete in programma una maratona di Downton Abbey alla tv sono sicura che l’esperienza avrebbe tutto un altro sapore con un the servito in una bellissima tazza Burleigh, le cui ceramiche sono prodotte ancora oggi con le stesse tecniche utilizzate nell’800.

E per le tasche più ristrette? Semplicissimo: niente di più british che una confezione di the, meglio ancora se certificato biologico, da accompagnare con una scatola di shortbread.

American Crunch – via Melzo 34

A letteralmente due passi dall’elegante vetrina di British Box c’è un negozio il cui assortimento sgargiante non potrà non saltarvi all’occhio: si tratta di American Crunch, specializzato in snack e gadget provenienti dagli USA. La storia di questa attività è piuttosto recente: il primo punto vendita apre nel 2016 in zona Duomo, seguito a ruota dall’e-commerce e, nel 2018, dal negozio di Porta Venezia, che rispetto al primo offre anche oggettistica legata alle saghe cinematografiche più amate, come Harry Potter, Star Wars e Rick & Morty.

La clientela, come si può immaginare, è quasi sempre molto giovane. Il 95% di ciò che si trova sugli scaffali rappresenta un’esclusiva di American Crunch, come le infinite varianti delle bibite Monster, collezionate da molti adolescenti, o gli snack più iconici del mondo televisivo. Qualche esempio?

I dolci Reese’s, che compaiono spessissimo sullo lo schermo (ET, Stranger Things), i cereali Fruit Loops che mangia abitualmente Howard Wolowitz in The Big Bang Theory; c’è persino il mitico cioccolato Hershey’s, che per uno statunitense sarà solo cioccolato, ma per me è il simbolo del crollo psicologico di Don Draper. Se non avete idea di cosa stia dicendo, mollate all’istante questo articolo e correte a guardare Madmen. Se avete sempre desiderato provare una coca cola al mirtillo, invece, correte da American Crunch.

Alessandra Sorvillo

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