Ripartiamo dal cibo in Porta Venezia (e dove se no?)

La quarantena è finita: proviamo a ripartire da una delle più grandi gioie della vita, il cibo, e a immaginare dove concederci un boccone in zona Porta Venezia.

A colazione da… Macha cafè
viale Piave 33

L’era dei bubble tea è finita: tocca ai matcha cafè. E ai matcha the, matcha dolci e molto altro ancora, purché di mezzo ci sia il matcha, una varietà di the verde giapponese riconoscibile dall’intenso color verde e particolarmente apprezzata per le sue proprietà antiossidanti, superiori rispetto a quelle del the comune.
Se non amate il the o se non sapete rinunciare al tradizionale cappuccino mattutino, nessun problema: il menù vi offre la possibilità di scegliere tra cappuccini, milkshake, torte e pancakes, tutti arricchiti al macha.
E se una colazione tutta in verde proprio non vi ispira, Macha japanese cafè si presta bene anche per un pranzo un po’ originale, sempre in stile asiatico: comodamente seduti tra cascate di fiori stampati e origami di una precisione commovente, potrete decidere se tuffarvi su una bowl fredda o calda (a base di pesce, avocado e verdure), su una tartare o su un altro dei cavalli di battaglia culinari del momento, il pokè, piatto hawaiano composto per lo più di pesce crudo.

A pranzo da…Riceteria
viale Tunisia 3

Entrando da Riceteria avrete l’impressione che questa sia la stagione delle tinte pastello: come per Macha cafè, qui dominano i colori delicati e un arredamento “barbie-chic” tutto sui toni del rosa e del celeste. Una nota di merito va soprattutto all’angolo delle ceramiche, una credenza ricolma di tazze, piatti e ciotole talmente belle da far innamorare anche chi di solito mangia direttamente dalla pentola

[ogni riferimento all’autrice dell’articolo non è affatto casuale]

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Parte dei piatti del menù è di ispirazione nordica: come apertura il locale propone un open toast che altri non è che lo smørrebrød, un sandwitch “scoperto” tipico della cucina danese, composto di una fetta di pane farcita con ogni ben di dio: salmone, avocado, formaggio spalmabile, germogli, verdure. Le combinazioni possibili sono infinite e tutte una più invitante dell’altra. La sezione dolci non è da meno: potete scegliere tra torte, cupcakes, muffin o, perché no, un bel cake pop, l’incontro tra un lecca-lecca e un pasticcino.

Per la precisione, si tratta di un dolce a sfera (di solito ottenuto mettendo insieme briciole di torta), ricoperto di cioccolato o glassa e infilzato su un bastoncino, proprio come un lecca-lecca. Se riuscirete a mangiarne solo uno potrete anche convincervi di non aver esagerato col dessert.

A merenda da…Pucatè
via Felice Casati 23

L’era dei bubble tea è finita? D’accordo, ho mentito: sono ancora sulla cresta dell’onda. Per chi ancora non lo conoscesse, il bubble tea è una bevanda taiwanese a base di the – verde, nero, con o senza latte, ghiacciato o meno – a cui vengono aggiunte delle simpatiche palline (le bubble, appunto) fatte di tapioca, talvolta sostituite da gelatine di frutta aromatizzate nei modi più disparati: cocco, mela verde, vaniglia, mango e così via. Da Pucatè è possibile accompagnare la bibita con un dolcino taiwanese che si chiama hóng dòu bǐng: una sorta di pancake chiuso, ripieno di crema. Mi raccomando, non precipitatevi sul cioccolato: siate coraggiosi e assaggiate il ripieno all’azuki, un fagiolo rosso da cui si ricava una crema dolce davvero particolare. Ne varrà la pena.

Il locale è piuttosto piccolo e dispone solo di qualche sgabello, in perfetta armonia con la natura del bubble tea, che è la perfetta bevanda da passeggio: ogni bicchierone, infatti, è sigillato in superficie e poi bucato da una cannuccia con cui raccogliere sia il the che le perle sul fondo. Provate a inciampare e vedrete che le possibilità di fare un disastro sono ridotte davvero ai minimi termini.

Alessandra Sorvillo

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