5 cose che nessuno vi dirà di fare in quarantena

In questi giorni fioccano i consigli (anche da parte nostra!) su come passare il tempo in questo momento di sospensione. Seguendo alla lettera tutto quello che ci viene detto di fare, non è escluso che alla fine della quarantena saremo potenzialmente tutti chef, esperti di arte o in connessione con il nostro terzo occhio.

E invece no.

Possiamo anche ribellarci all’implicito diktat che questo periodo debba essere per forza produttivo, che dobbiamo migliorare in qualcosa, approfittarne per far sport, mangiare sano o leggere tutti i classici che non abbiamo mai avuto voglia di aprire (“Ulisse” di Joyce, ti vedo che mi giudichi dalla libreria).

Dunque ecco a voi 5 consigli in controtendenza:

1) Riposare

Lo sapete che ai giorni nostri le persone dormono circa 3 ore in meno di quanto non facessero gli esseri umani centinaia di anni fa?  Alcune ricerche* ci dicono infatti che l’odierna fatica ad addormentarsi possa essere dovuta anche all’utilizzo del cellulare mentre siamo a letto. Il nostro consiglio è dunque quello di sfruttare lo “smartworki” (cit.) per riposare di più al mattino, un momento di goduria di cui molto probabilmente non potremo approfittare più, o almeno non per così tanti giorni consecutivi.

(E in ogni caso riteniamo giusto dirti, caro lettore, che non vale la pena perdere preziosi minuti di sonno per farti notare dal tipo che ti piace con un like notturno ad una foto del 2016. Più che farlo correre tra le tue braccia, il risultato più probabile è che corra in commissariato.)

2) Fare il pediluvio

Vi chiederete perché un consiglio così bizzarro. La risposta è semplice: perchè se non lo fate adesso non avrete mai più il tempo di farlo. Dunque, prendete appunti: mettete i piedi in ammollo in acqua con bicarbonato e oli essenziali, poi fate uno scrub con sale grosso e olio. Ottimo per sfoggiare piedi fatati quando andate a comprare i beni essenziali con le scarpe estive.

3) Staccare le foglie secche dalle piante

E’ come contare i petali delle margherite, ma avendo la certezza che qualcosa di buono accadrà: la pianta avrà le forze per crescere più bella. Dato che non ci si può più vantare con i vicini su quanto i propri figli siano bravi a scuola o sulle mete estive prenotate, che lo scontro continui su chi ha il balcone più fiorito.

4) Disiscriversi dalle newsletter

La vita è già piena di informazioni inutili. Chiedetevi: mi serve davvero sapere che fanno sconti sulla collezione estiva nel centro commerciale dove sono casualmente passato 6 anni fa per comprare una bottiglia d’acqua mentre ero in vacanza e dove, con la scusa del wi-fi gratis, mi hanno chiesto l’indirizzo mail sfruttandolo successivamente per l’invio di materiale pubblicitario? Se la risposta è sì, ti meriti davvero quegli sconti.

5) Swifferare

Sicuramente l’OMS farà rientrare questa attività nella categoria “nuove dipendenze”. Un piacere estatico. Se anche voi grazie alla quarantena siete passati da “mamma, i rossi si fanno con gli scuri o con i chiari?” al sommo grado di “sommelier dei prodotti detergenti”, non potete non esservi imbattuti nello Swiffer. Il suo utilizzo gratifica le menti più ossessive, ma il problema è che non si riesce più a smettere. Ci si ritrova ad indagare con occhio clinico ogni superficie per avere la scusa di spolverare. Una furia che non risparmia cornici dei quadri, libri in libreria o lo spazio sotto al televisore. Il fondo si tocca quando ci si accorge che lo spazio tra i tubi del calorifero è sporco: fidatevi di chi ci è già passato.


*davvero qualcuno si accorge se non è citata la fonte? Comunque, per dovere di cronaca, eccola: https://st.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2014-01-22/stop-smartphone-le-21-luci-blu-rovinano-sonno-e-non-solo-170628.shtml?uuid=AB7KiVr

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