Nascoste ma numerosissime: viaggio per le case editrici di quartiere

Che Porta Venezia sia ricchissima di librerie salta subito agli occhi di tutti. Ma pochi sanno come il quartiere sia anche sede di grandi case editrici che hanno fatto la storia della cultura italiana: spesso nascoste in cortili interni o segnalate solo da timide insegne, sfuggono a chi passeggia distratto.

Già nel 1951 Giangiacomo Feltrinelli inaugurò in via Scarlatti 26 l’omonima Biblioteca: un vero patrimonio documentale, crocevia di storici ed intellettuali, testimoniato dalla pubblicazione della rivista “Movimento Operaio”. Dopo la nascita della casa editrice nel 1955, all’inizio degli anni Sessanta la Biblioteca sarà poi trasformata in Istituto e trasferita in via Romagnosi.

Sempre a metà degli anni Cinquanta un altro grande editore, Ugo Mursia, decise si fondare la propria casa editrice in via Tadino 29. Dopo aver trasferito la propria sede all’inizio degli anni Duemila, la Mursia ha deciso di tornare negli storici locali di Porta Venezia. Come ci racconta Lorenza Sala, “Mursia ha sede in via Tadino per scelta del fondatore. Ugo Mursia abitava in Porta Venezia e considerato che la sua vita era tutta casa e… casa editrice è facile comprendere i motivi della scelta. Per altro in quel periodo quasi tutte le case editrici avevano sede in zone centrali della città.” Va da sé dunque che Mursia abbia “una intera collana dedicata a Milano e in molti libri ci sono notizie sulla zona di Porta Venezia.

Uno su tutti è Milano in Mano di Guido Lopez, una guida storica divisa per itinerari in cui la zona è ampiamente raccontata. Ma anche in Milano Liberty si trovano molte informazioni sui palazzi di questo quartiere.”

Anche Ia casa editrice Il Saggiatore, fondata nel 1958 da Alberto Mondadori, ha sede nel cuore di Porta Venezia e più precisamente nel bellissimo palazzo di via Melzo 9. Famose nel quartiere sono i loro party che inaugurano la stagione estiva: feste a tema –dallo “Psycho Party” dedicato a Hichock a “Love is Love” in onore del Pride- durante i quali viene aperta la storica sede ed è possibile acquistare libri al chilo.

Per molti anni sono state invece un appuntamento fisso del quartiere le feste d’inverno della nordica casa editrice Iperborea. A Natale la elegante sede di via Palestro apriva le porte ai lettori per uno scambio di auguri ed un aperitivo a base di salmone ed altre delizie del Nord Europa. Purtroppo però quest’anno c’è stato il “Last Christmas in via Palestro” con cui Iperborea ha annunciato il trasferimento in viale Premuda. Non troppo lontano, per fortuna.

Ma anche in anni più recenti altre importanti case editrici hanno continuato a scegliere Porta Venezia. Nascosta in un cortile di via Lazzaro Palazzi c’è dal 1992 La Vita Felice, una casa editrice indipendente famosa per la qualità grafica e il livello culturale dei libri, l’accuratezza delle traduzioni, la qualità delle prefazioni e delle curatele. Specializzata in poesia, autori classici e curiosità letterarie, segnaliamo la collana “Biblioteca Milanese” dedicata alla storia della nostra città.

Ma ci sono anche Raffaello Cortina, specializzata in saggistica e soprattutto in testi di psicologia, l’universitaria Monduzzi in via Eustachi e la storica Bietti in via Lazzaro Spallanzani. Fondata nel 1870 dallo stampatore Angelo Bietti, divenne celebre per la pubblicazione di grandi autori mondiali (da Verne a Dumas, da Dostoesvskij a Zevaco) ma soprattutto passò alla storia per aver pubblicato nel 1913 la prima edizione del Vocabolario della Lingua italiana di Nicola Zingarelli. Costretta alla chiusura nel 1938 dal Regime fascista per il grande numero di titoli stranieri presenti nel proprio catalogo, dopo lunghe vicissitudini è stata rifondata con successo nei primi anni duemila.

Ultima arrivata nel quartiere è invece la casa editrice E/O. Nata nel 1979, dopo Roma e New York i fondatori Sandra Ozzola e Sandro Ferri hanno deciso nel 2017 di aprire una sede anche in via Tadino. Casa editrice dal respiro internazionale e famosa in tutto il mondo per aver scoperto Elena Ferrante, ha scelto di aprire qui la sua terza casa “per rafforzare le attività commerciali e quelle di comunicazione”, come ha dichiarato Ferri in una recente intervista.

Se però vi è venuta voglia di fare un tour editoriale ricordatevi, come ci ha giustamente detto Lorenzo Sala, che “una casa editrice è fatta di persone, più che di ambienti da visitare”. Se proprio si è curiosi, meglio prendere appuntamento o aspettare un’apertura al pubblico. Intanto, però, le potrete sbirciale nascoste dentro i loro bei cortili.

Michaela Molinari

Aspetta! Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti neanche una novità.

REGISTRATI