Pokémon al Pirellone

photo by Nintendo

Ricordate quando l’estate scorsa era dilagata la moda di Pokémon Go?
La gente andava in giro armata di pollice ed indice a catturare le simpatiche bestiole della premiata ditta Nintendo-Niantic.
Per chi non lo sapesse, in breve, di cosa si tratta? L’applicazione è un mix tra il vecchio videogioco, che dava la caccia a Pikachu e compagni, realtà aumentata e geo-localizzazione. Gli utenti si possono spostare, tra casa e lavoro, andando a caccia di mostri grazie al Gps.
Molti luoghi d’interesse come musei, monumenti, chiese e ospedali si sono trasformati in “pokéstop” e “palestre”.

Oggi, passato il polverone iniziale, cosa è rimasto del gioco?
Il Financial Times ha pubblicato un articolo su Miyamoto, il disegnatore e produttore di Nintendo, conosciuto come il Walt Disney dei videogiochi, anima del successo di Pokémon Go.
Il gioco è in continuo sviluppo e vengono introdotte novità, come gli eventi straordinari che arrivano addirittura al riempimento di stadi e centri commerciali: vedasi quelli in Giappone (Yokohama Stadium) e Germania.
In Italia la Community è molto attiva e conta decine di migliaia di partecipanti.

Il nostro fantastico quartiere è diventato oggetto dell’evento dell’anno, difatti presso il Palazzo Pirelli, meglio noto ai milanesi come “Pirellone”, si è tenuta l’esclusiva caccia ad invito a Mewtwo, il più raro ed ambito Pokémon (il termine caccia è definito nel gioco come “Raid”).
Questo minaccioso mostro è famoso principalmente per l’ apparizione, nella veste di antagonista, nel film che fu campione d’incassi in tutto il mondo a cavallo del 1998. Non a caso la maggior parte degli utenti di questa App per smartphone sono trentenni, sognatori nostalgici degli eroi d’infanzia.
Eventi analoghi a quello milanese si sono svolti in altre metropoli del mondo come Parigi, New York e Tokyo dove è stato allestito addirittura uno stand con sponsor, commentatore e diretta video!

In che modo i giocatori di tutta Milano sono stati contattati e selezionati per l’evento?
Il “Raid Ex” si differenzia da quelli normali e quotidiani proposti dal gioco, difatti “ex” sta per esclusivo. Non è altro che una battaglia privata alla quale si può partecipare solo dietro un invito che si è ricevuto sul proprio smartphone con un criterio molto semplice: aver giocato all’interno del Pirellone nei giorni antecedenti alla inaspettata sorpresa.
Perchè la casa produttrice abbia scelto proprio la fantastica location del nostro quartiere è ignoto, tuttavia per gli appassionati dei Pokémon è stato un giorno di cui si è discusso su tutti i canali mediatici e noi di PVSD ci siamo recati a questo ristretto evento, invidiato da tutti i giocatori di Milano.

photo by Nintendo

Visivamente ci siam trovati dinanzi ad un gruppo di persone molto folto ed eccitato, intento a combattere il mostro allo scadere di un conto alla rovescia. Al termine dei vorticosi movimenti di pollici, indici e palline abbiamo fatto alcune domande a due simpaticissimi ragazzi: il primo ci ha chiesto di non pubblicare il suo nome o sue foto e, nel rispetto della richiesta, lo chiameremo in modo fantasioso “Cooper”, il secondo è Roberto.

Cosa ne pensi di questa giornata? Sei felice di come sia andato il Raid?
Cooper: è stato davvero fantastico! Sono riuscito a catturare Mewtwo con estrema facilità ed un pizzico di fortuna, già dopo la seconda sfera. Non mi aspettavo assolutamente di ricevere questo invito ed è stata una cosa incredibile, anche perchè non gioco praticamente mai nel Pirellone, tuttavia la scorsa settimana ci ho catturato un Entei per puro caso e grazie a quello ho avuto accesso all’invito.

Pensi sia giusto che questa possibilità sia stata data a così poche persone?
Cooper: beh, si tratta di un esperimento, credo. In futuro spero ci saranno altre occasioni per catturare Mewtwo in luoghi come il Duomo o il Politecnico.

Credi che il gioco durerà ancora molto?
Cooper: sicuramente! I Pokémon esistono da ben venti anni e quindi potenzialmente questo gioco andrà avanti all’infinito.

Dopo aver catturato Mewtwo, cosa pensi che farai?
Cooper: credo che lo potenzierò al massimo del suo punteggio e poi lo mostrerò in chat a tutti i miei amici, voglio prenderli un po’ in giro e pavoneggiarmi. Alla fine in tutta Milano sono tra i soli dieci o venti a possederlo e questo grazie al pass Raid Ex che ho ricevuto per venire qui nel vostro quartiere!

 

Sei riuscito a prendere Mewtwo? Raccontaci qualcosa di questo Pokémon e spiegaci come mai sia venuta così tanta gente qui oggi!
Roberto: purtroppo ancora non ci sono riuscito, per adesso la possibilità di catturare il Pokémon leggendario è stata data solo a pochi fortunati estratti dal gioco. Mewtwo è uno dei mostri più iconici, è stato il protagonista del primo film al cinema tratto dal cartone; inoltre anche se è estremamente difficile riuscire a catturarne uno, è attualmente il Pokémon più forte del gioco.

Come hai saputo di questo appuntamento speciale al Palazzo Pirelli?
Roberto: Io sono di Ferrara! un mio amico, di cui sono ospite in questi giorni, ha ricevuto dal gioco l’invito per provare a catturarne uno e io ho deciso di accompagnarlo un po’ per vedere com’è l’evento speciale e un po’ per fare il tifo. Ora speriamo di riuscire a catturarlo tutti noi altri: anche ricevendo l’invito non è detto di riuscire a rinchiuderlo nella sfera per portarselo a casa e infatti ad alcuni ragazzi oggi è scappato.

A Ferrara qualcuno è riuscito a catturare il Pokémon Leggendario? avete avuto qualche evento speciale anche lì?
Roberto: dovrebbe esserci stato un evento simile anche a Ferrara, sebbene con un numero di partecipanti decisamente ridotto. Ma io non conosco nessuno della mia città che sia riuscito a catturarlo.

Come pensi che cambierà il gioco di qui alla fine del 2018?
Roberto: dovrebbe essere introdotta la terza generazione di mostri, e forse introdurranno anche la possibilità di scambiare Pokémon tra i giocatori, staremo a vedere se finalmente implementeranno davvero questa funzione, promessa fin dall’uscita del gioco.

Ringrazio “Cooper” e Roberto per avermi dedicato del tempo e spero che possano vivere altre fantastiche avventure qui in Porta Venezia.


Andrea Boccia

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