Cinema senza confini- #prideweek edition

Pride Week 2017

La Pride Week 2017, dal 17 al 25 giugno 2017 a Milano, prevede eventi di natura politica, culturale, sportiva, d’informazione e d’intrattenimento, con l’obiettivo di catalizzare l’attenzione della comunità milanese ed accrescere l’interesse di un pubblico più ampio ogni anno con maggior intensità, essendo oramai la Pride Week una manifestazione consolidata da tempo. Da un lato quindi è un momento di promozione e visibilità di quanto prodotto nel panorama LGBT+ nel corso dell’anno, dall’altro, costituisce un’importante occasione per realizzare eventi che creino un interesse a tutto tondo su tematiche di particolare rilevanza per la comunità.
<<Milano Pride è una straordinaria manifestazione di libertà e inclusione, ogni anno resa possibile grazie al coinvolgimento sinergico delle istituzioni e delle realtà culturali, delle associazioni e degli esercizi commerciali della città. Vogliamo un Pride che duri tutto l’anno, nella vita di tutti giorni, nelle piccole cose che formano la nostra quotidianità, come andare a fare la spesa o frequentare locali, ristoranti e bar>>. Queste le parole riportate sul sito della Pride Week 2017.

#DirittiSenzaConfine

Il 17 maggio del 1990 viene ricordata come una data storica e un passo avanti verso la parità dei diritti. In questo giorno infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha votato a larga maggioranza la cancellazione dell’omosessualità dalla classificazione delle malattie mentali, definendola per la prima volta “una variante naturale del comportamento umano”. Tale storica decisione iniziò a rompere quei confini culturali, sociali ed ideologici entro cui erano sino ad allora state circoscritte le persone lesbiche, gay e bisessuali.
La comunità LBGTQIA milanese conosce, perché le ha sperimentate sulla propria pelle, le negatività e le limitazioni generate dal concetto di confine. Ecco perché la Pride Week è così importante, non solo per una cerchia ristretta di persone nella quale riconoscono i propri valori, ma per l’intera città, che oggi è sempre più visibile sul panorama internazionale per l’avanguardia artistica, per il design, per la moda e per un attivismo sempre maggiore. Dunque una manifestazione come questa, che vedrà nella parata del 24 giugno il suo momento di apice, diventa un momento di esperienza collettiva di grande intensità, che vuole andare a toccare il cuore della città di Milano e i suoi abitanti su larga scala.

Il cinema non discrimina

Il cinema è una delle arti che ha sempre difeso e ostentato la diversità, vedendola come la chiave di volta per esprimere la reale essenza di ogni individuo. Per questo motivo è sempre stato usato il veicolo del film per portare messaggi di pace, di amore e di superamento dei conflitti e delle differenze di razza, di sesso o ideologia.
A questo proposito numerose sono le pellicole realizzate per parlare di amore e sesso senza tabù, ma difendendo il senso più profondo e reale che sussiste dietro queste parole: senza confini, senza barriere.
Si possono citare moltissimi film, ma senza ricordare quelli più mainstream come la tormentata storia d’amore targata USA de I segreti di Brokeback Mountain (2005), troviamo film di un certo livello, manifesti della libertà d’opinione e della difesa della parità dei diritti.
Primo fra tutti Milk (2008), film biografico diretto da Gus Van Sant sulla vita di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad essere eletto ad una carica politica negli Stati Uniti, assassinato nel 1978. Lungometraggio emozionante, ricalca la vita e la lotta di un uomo che ha creduto di poter cambiare la storia del suo paese, e ci è riuscito. Alla sua morte, un’immensa fiaccolata paragonabile alla marcia di Martin Luther King si diffonde tra le strade di San Francisco per commemorare la sua opera. Per la sua interpretazione, un eccezionale Sean Penn ha ricevuto l’Oscar come miglior attore protagonista.
Un secondo gioiello cinematografico è Pride (2014), un altro pezzo di vita reale raccontato con gli occhi del regista Matthew Warchus. In occasione del Pride di Londra del 1984 Mark Ashton, giovane attivista gay e membro della Young Communist League, ha l’idea di raccogliere fondi per sostenere la lotta e il lungo sciopero dei minatori vessati dalle scelte politiche della Thatcher. Da questo episodio iniziale, inizia un susseguirsi di eventi del gruppo di amici del giovane Mark, dalla creazione del gruppo “Lesbians and Gays Support the Miners” (LGSM) il cui scopo è quello di raccogliere donazioni nella comunità gay e lesbica londinese in sostegno dei minatori. Durante il film si intrecciano diverse tematiche, come l’amicizia, i rapporti amorosi, la diffusione dell’AIDS prima sconosciuta, il coming out e i rapporti familiari, fino alla commovente scena finale del Pride di Londra del 1985, nel quale gli organizzatori vorrebbero costringere i protagonisti a rinunciare al loro striscione o a piazzarsi in coda al corteo. I minatori gallesi però non si sono dimenticati dei loro sostenitori gay e lesbiche e raggiungono il corteo in massa con numerosi pullman, meritandosi tra lo stupore generale la testa della manifestazione.
Si potrebbero nominare film come Vita di Adele, pellicola francese diretta da Abdellatif Kechiche che nel 2013 ha “sconvolto” il pubblico con le scene d’amore saffico molto lunghe e intense; oppure il colossal The Danish girl del 2015, diretto da Tom Hooper e adattamento del romanzo “La danese” scritto nel 2000 da David Ebershoff, che racconta la storia Lili Elbe, una delle prime persone a essere identificata come transessuale e la prima a essersi sottoposta a un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale. Magistralmente interpretata da Eddie Redmayne, Lili Elbe è divemtata un’icona, leader di tutte quelle persone che si sentono come uno spirito intrappolato in una gabbia fisica che non si riconosce come propria: la Elbe sceglie di concentrarsi sul primo e trascurare la seconda, anche a costo della vita.

Un cinema elitario

Per la Pride Week, il Festival MIX Milano di Cinema Gaylesbico e Queer Culture ha proposto, nella sede del Piccolo Teatro Strehler, una rassegna di cinema tematico a livello internazionale.
I titoli presentati sono esempi di vita reale più vicini al documentarismo, come il film Feminista, road movie canadese femminista: nel 2015 la regista ha raggiunto un gruppo di giovani attiviste che hanno formato una carovana con l’intento di attraversare l’Europa, dalla Turchia al Portogallo, attraverso i Balcani, l’Italia e la Spagna. Mentre la carovana percorre chilometri e chilometri per incontrare altre donne lungo il percorso e unire le forze per combattere l’oppressione e attivarsi contro il terrorismo, costruire alleanze e solidarietà.
Un altro film degno d’interesse è l’americano The guys next door, intimo ritratto di una vera e propria “Modern Family”, che si contrappone alla classica visione di ciò che costituisce il tradizionale nucleo familiare negli USA. Al centro del racconto ci sono Erik e Sandro, genitori di due figlie, nate grazie all’aiuto della loro amica Rachel, che a sua volta è sposata con Tony e insieme hanno tre figli biologici. Il documentario racconta circa tre anni della vita di questa famiglia allargata, esplorandone complicate questioni di identità.

Sperando di aver invogliato il pubblico ad approfondire queste tematiche con uno sguardo critico, ma divertendosi con pellicole attuali e coinvolgenti, vi diamo appuntamento al grande corteo che partirà in piazza Duca d’Aosta alle ore 15.30 di sabato 24 giugno per terminare in Porta Venezia.


Chiara Parma

Aspetta! Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti neanche una novità.

REGISTRATI