Il tempio della fantasia in un angolo di Porta Venezia

Esiste un tempio immaginario tra Via Tadino e Via Lecco dove il tempo non esiste, dove tutti si è carpiti dalle magiche energie dell’adolescenza. Questo luogo è tracciato tra le storiche sedi della Yamato Video e della Borsa del Fumetto, due tra le più note mete d’Italia per tutti gli appassionati di balloon orientali ed occidentali, cinema animato d’autore, action figures, opere d’arte a tema e quanto di più vicino possa esistere al mondo della fantasia.
La magia di luoghi come questi è l’incrocio tra generazioni, la mistura tra padri cresciuti con Tex Willer e la casa Bonelli e bambini appassionati per Naruto, uniti da una passione che non ha età e che rivive costantemente nella memoria di ogni soldo messo da parte, ad iniziare dalle primissime paghette settimanali per poi finire con la pensione, nella direzione di acquistare l’ultimo fantastico albo di storie immaginarie, ma spesso più vicine alla realtà di quanto non sia l’apparenza della quotidianità.
Sfido chiunque a non aver visto una partita di Holly e Benji (in realtà nato come Captain Tsubasa), con il campo da calcio infinito e ricurvo o a non aver letto sotto al sole le avventure di Braccio di Ferro e Corto Maltese o a non aver avuto paura di camminare da solo in strada nel vivo della notte, subito dopo un numero di Dylan Dog o Berserk.
Questa è la forza della fantasia, una magia che riempie quest’angolo di Porta Venezia da più di trent’anni.

Consultando gli inventari dei due negozi emerge che ben più di 15 milioni di articoli sono disponibili all’acquisto, rendendo queste realtà delle capitali per gli appassionati del settore e dei punti di riferimento in tutte le più importanti fiere nazionali e locali, come il Lucca Comics&Games e il Cartoomics.

Ma come nacque questo tempio, questo spicchio di città, delineato dalle due realtà?

La Borsa del Fumetto si radicò quarant’anni fa a Milano, in via Lazzaretto, per mano di Nessim Vaturi, originario di Tripoli, che dopo aver vissuto all’estero e aver trascorso qualche anno a Milano, si trasferì in pianta stabile al cospetto della Madonnina e creò in 20 metri quadrati un mondo fatto di carta e caparbietà.
Due anni dopo ci fu il trasferimento in via Lecco e lo sviluppo attuale a più di sette vetrine, con gli articoli che continuano a strabordare dagli scaffali, trasmettendo una gioia infinita di voler dare agli acquirenti quanto più materiale possibile e quanta più passione, quasi come nella biblioteca di un’abazia di monaci amanuensi.
La Yamato Video, invece, nacque con l’intento di essere una vera e propria casa editrice, oltre che un semplice negozio, che dal 1991 si specializzò nella distribuzione di Anime di origine giapponese.
Oggi la sede di via Tadino è un luogo dove si respira la magia dell’oriente e dei quartieri di Tokyo, è un luogo dove storiche collaborazioni con realtà come Mediaset ed RCS hanno avuto inizio.

 

Ora che abbiamo completato una breve identikit, non resta che passeggiare all’interno di questi due storici angoli di Porta Venezia!

La Borsa Del Fumetto ha proprio l’aspetto di una biblioteca, come già detto in precedenza, ed è perfettamente a suo agio con le botteghe, i negozi di cornici, di mobili usati e di libri antichi di cui il quartiere è ricco. Sono meravigliose le pareti in mattoni che danno un senso storico al luogo, così come lo sono gli specchi, che permettono di riflettere la propria immagine assieme a quella di mille eroi.
Il percorso è disseminato di magliette appese al soffitto, che colorano l’ambiente come bandiere in una giornata di festa.
Il consiglio, infine, è quello di fermarsi a chiedere pareri al personale in sala, per restare ammaliati dall’immensa e dettagliata conoscenza non solo della collocazione del materiale, ma anche degli autori, delle storie e di qualsiasi aspetto possa far respirare amore per il fumetto.

 

La Yamato video sin dall’ingresso con ampie porte scorrevoli è subito un viaggio verso l’oriente, con i suoi enormi centri commerciali e i suoi palazzi in vetro.
Camminando all’interno del negozio si è accompagnati da enormi statue di eroi, quasi come se fossero dei “piccoli Virgilio” intenti ad indicare la via tra i milioni di articoli esposti.
La Yamato è anche il luogo dove guardare le vetrine piene di action figures, che costituiscono dei veri e propri presepi, piacevoli alla vista a prescindere dall’acquisto, come in un museo.
E’ bello sentirsi coccolati e osservati dal personale pronto e discreto, celato da un lunghissimo bancone ornato da gessetti, memoria di lontani giorni di scuola in cui spesso si leggeva un fumetto sotto al banco, invece di ascoltare le lezioni.

Il bimbo che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che è dentro di sé.
Pablo Neruda


Andrea Boccia

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