Mémoire – Storie di bellezza nascosta

Porta Venezia è un luogo poliedrico, dove modernità e futuro si incontrano con gli echi e i ricordi nostalgici di un passato che continua a vivere nell’architettura della zona. Quante volte, camminando tra le piccole vie che costeggiano corso Buenos Aires e piazza Oberdan, oppure guardando una foto d’epoca, avete immaginato di vivere anche solo per qualche secondo nella Milano del primo Novecento, quando le carrozze erano ancora in superiorità numerica rispetto alle auto e gli smartphone non erano nemmeno lontanamente un’idea embrionale nelle teste di coloro che passeggiavano per strada? Grazie alla compagnia teatrale Sanpapié, in collaborazione con il FAI, questo vi sarà possibile all’interno della splendida cornice dell’Albergo Diurno Venezia, rimasta pressoché immutata da inizio Novecento.

L’Albergo DiurnoVenezia, situato nei pressi dell’ingresso della metropolitana in piazza Oberdan, lato Palazzo Luraschi, è una struttura progettata e realizzata tra il 1923 ed il 1925, principalmente ad opera di Piero Portaluppi. Al suo interno l’ambientazione riprende gli stilemi tipici dell’art déco, in voga in quel periodo storico (tanto da essere chiamata talvolta Stile 1925). La struttura fu pensata come luogo di ristoro e benessere per la persona: nella zona dell’atrio principale, subito dopo l’ingresso, erano situate le attività di barbiere, manicure, pedicure e quelle che si occupavano dell’abbigliamento degli ospiti, mentre nella zona successiva si trovavano i bagni (sia quelli più popolari, sia quelli di lusso), laddove gli ospiti andavano per prendersi cura dell’igiene personale. E proprio la cura del corpo, attraverso il bagno e l’attività purificatrice dell’acqua, è uno dei temi principali dello spettacolo ideato dalla compagnia Sanpapié, che vede come protagonista un personaggio francese del passato. La narrazione, che gli spettatori ascoltano grazie all’ausilio di cuffie wireless, segue quindi le vicende del protagonista (di cui non posso svelare il nome, per non rovinarvi la sorpresa!), alternandosi con la recitazione e il ballo degli attori della compagnia, i quali si dimostrano splendidamente in grado di interpretare, con espressioni e movenze, lo spirito elegante degli anni ’20 e dei bagni dell’Albergo. La performance recitativa si intreccia poi con musica e poesia, in uno spettacolo che coinvolge (quasi) tutti i cinque sensi.

Ma attenzione, a voi non toccherà solo assistere. Avrete infatti un compito ben preciso: quello di chiudere fuori dall’Albergo la frenesia della città (cito, più o meno liberamente, proprio un frammento della narrazione) e lasciarvi trasportare alla scoperta di un luogo dove passato e presente si fondono in una dimensione atemporale, grazie alle mémoire che sembrano ancora avere vita propria.

Ultimi spettacoli sabato 10 e domenica 11. Per prenotarsi bisogna andare sul sito del Fondo Ambiente Italiano.


Alessio Bilardo

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