#Passeggiandoper Via Malpighi

Ci sono angoli di Milano che regalano atmosfere inaspettate, come nel caso del cosiddetto “quadrilatero del silenzio”, un quartiere racchiuso tra quattro vie, dove il tempo pare essersi fermato a oltre un secolo fa, un frammento di città che custodisce alcuni tra i più significativi esempi di architettura milanese.

Oggi vi portiamo in una delle più belle strade della capitale lombarda, Via Marcello Malpighi, culla dello stile Liberty, nel cuore della nostra amatissima Porta Venezia. 

 Ecco il nostro best of!

Eppol Milano

In questa centralissima e storica via di Porta Venezia sorge Eppol Milano.

Nato come liquor bar, adesso Eppol offre variegati menù da gustare a tutte le ore, senza dimenticare le intolleranze e la scelta vegetariana. Il locale è anche luogo d’arte visiva e musicale, infatti, nei suoi angoli più intimi, troviamo testi e quadri da consultare e ammirare.

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In linea con ciò che lo circonda è arredato con una particolare attenzione ai dettagli. All’interno prende vita, infatti, un gioco tra classico e contemporaneo, tavoli di marmo dove poter condividere lo spazio con amici e non, arredo che prende spunto dal modernariato più classico e dettagli in legno, marmo di Carrara, mattoni a vista.

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Perché si: un natural bar su misura per salutisti e amanti della musica

Out of the box

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Il gelato d’inverno è un concetto che il pensiero non considera. Eppure perché rinunciare a un tale piacere anche se le temperature esterne suggerirebbero di fare il pieno di zuccheri sotto forma di cioccolata calda? Ora non vi sto dicendo di mollare tutto e andarvi a comprare un bel cono per mangiarlo su una panchina del parco quando la colonnina di mercurio rasenta lo zero… anche perché non vorrei ritrovarmi responsabile di un’impennata di ricoveri al Pronto Soccorso nel reparto congestionati. Basterebbe semplicemente goderselo al riparo dalle pericolose correnti invernali, ecco!  Come in via Malpighi al 7 dove potete trovare un’innovativa gelateria. Non una qualsiasi, ma una fuori dagli schemi, come recita il nome in inglese: Out of the boxappunto.

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Qui non devi scegliere perché il cono è a forma di coppetta… o è la coppetta che è di cialda come il cono? Va beh, indipendentemente da come la metti, il risultato è che mangerai un gelato buonissimo in un involucro originale. Molto particolari anche i box degustazione che danno il nome al locale.

Perché si: gelateria di qualità dove il gelato si fa in dieci.

Anais

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Véronique Vienne è nata a Marsiglia e ha trascorso parte della sua giovinezza ad Aix-en-Provence circondata dal verde, dalle meravigliose distese di lavanda che le hanno insegnato ad amare il filo d’erba, le piante, i piccoli fiori di campo e le suggestive composizioni che la natura ci sa regalare. Nel 1994 rileva Anais, delizioso negozio pieno di magia, dove l’incanto di una pianta “illusoria” può suscitare genuino stupore.

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Ogni cosa nel regno di Veronica è di una bellezza magica, come magiche sono anche le sue storie. Donna di grande sensibilità, Véronique realizza composizioni e complementi di arredo erborei “finti”, per dirla con un termine molto usato, ma meravigliosamente vivi.  Oltre ai clienti abituali, Anais lavora anche per grandi eventi, negozi e alberghi e partecipa a rassegne botaniche come Orticola.

Perché si: per stupire con semplicità.

The Loft Shop

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Nella ricerca di store che si distinguono per gusto, ricerca, originalità, merita una menzione d’onore questo concept store nella Milano dei palazzi Liberty. Nelle sue curiose vetrine The Loft Shop riesce a mixare abiti dal sapore vintage ad arredi e oggetti artigianali.

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Perché si: per evocare la magia di terre lontane.

Casa Galimberti

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Abitare in un’opera d’arte? I fortunati, fortunatissimi proprietari di un appartamento a Casa Galimberti possono annoverarlo tra i propri motivi di vanto. Che Invidia!

In via Malpighi al 3 si trova infatti una delle più riuscite e originali realizzazioni del liberty milanese. I committenti, i Galimberti, erano degli imprenditori edili e furono grandi fautori dell’Art Noveau a Milano.

La particolarità dell’edificio sta nei suo decori. Di per sé, l’edificio fu progettato dall’architetto Giovanni Battista Bossi nel 1903-1905 su incarico dei fratelli Galimberti, la cui facciata esterna fu decorata con piastrelle figurate in ceramica, ferri battuti e motivi floreali in cemento, tutti disegnati da Bossi.

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Al primo piano sono raffigurate delle formose figure femminili, tipiche dello stile liberty, mentre negli altri piani si susseguono splendidi motivi floreali con decorazioni in ferro battuto che ne completano la facciata. Qui il connubio scultura-pittura si sposa magistralmente.

Come non innamorarsi di quelle figure bucoliche, trasognanti e per i tempi, trasgressive?! Quelle donne disinibite, formose e mezze nude farebbero pensare facilmente a una casa chiusa, ed invece no, almeno pubblicamente non si sa della presenza di un’attività del genere. Ci crediamo?

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Perché si: per confrontarsi con la storia, la letteratura e la memoria di Milano


Giorgia Borghi

 

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