#stateascoltando Vinile

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L’arte, di qualsiasi tipo sia, ha un potere particolare: quello di catapultare lo spettatore in una dimensione parallela, in un mondo altro, fatto di emozioni e irrazionalità, che abbraccia la mente, facendola viaggiare con la fantasia. Questi viaggi ci possono condurre in tempi e spazi ignoti, oppure possono rievocare il ricordo di anni ed epoche passati di cui sentiamo nostalgia o che ci piacerebbe provare a vivere. A tal proposito, vi propongo subito una scommessa: premete “play” e ascoltate questa canzone con gli occhi chiusi fino alla fine. Vi sfido a non ritrovarvi catapultati negli anni ’70 nel giro di poche note.

Se la sensazione vi è piaciuta, allora sappiate che esiste un posto dove potete riviverla sei giorni su sette (concedete a voi e a loro almeno il lunedì di riposo!): questo posto è il Vinile, in via Tadino 17. Passare una serata qui, infatti, è come prendere una macchina del tempo della musica: a guidare la DeLorean insieme a voi potreste trovare all’inizio Jimmy Smith e il suo jazz, per poi magari concludere in compagnia dei Kool & the Gang e la loro celeberrima Celebration, avendo così la possibilità di rivivere alcuni dei decenni più prolifici della storia musicale dell’uomo.

Come avrete facilmente intuito, quindi, il nome Vinile non è stato scelto per caso dal titolare, Gianluca Soresi, ma incarna anzi lo spirito del locale: Vinile significa ricordi ed emozioni profonde. Anche perché, se sorseggiare cocktail in compagnia di ottima musica non è sufficiente alla vostra mente per riportarvi agli anni ’60, ’70 e ’80, questo locale vi dà un ulteriore aiuto: alzate lo sguardo dal vostro bicchiere e noterete che ogni singolo pezzo di arredamento, ogni foto, poster, vinile e action figure è lì a ricordarvi come in via Tadino al 17 il tempo si sia fermato al secolo scorso e la musica sia una cosa su cui non si scherza.

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E che la musica sia una cosa importante lo dimostrano anche i numerosi eventi dedicati alle sette note che si tengono qui. Praticamente ogni settimana da Vinile troverete il modo di ascoltare una band suonare dal vivo o un DJ selezionare e mixare musica di qualità per voi, mentre sorseggiate uno dei cocktail originali del locale, una delle birre artigianali che vi vengono servite o mentre assaporate uno dei piatti del menu, tutti semplici, ma gustosi allo stesso tempo.

Nel 1968 Stevie Wonder, innamorato e abbandonato, cantava Passo le mie notti qui da solo: sono sicuro che, se le avesse trascorse al Vinile, avrebbe iniziato ad apprezzare la sua solitudine.


Alessio Bilardo

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