#Passeggiandoper via Spallanzani

Via Spallanzani è, da sempre, una delle mie vie preferite di Milano. Al centro di uno degli snodi più importanti della città ma comunque appartata, tranquilla, pedonale, rilassata, con sorprese piacevoli ad ogni passo: un take away indiano, un ristorante eritreo all’angolo, un fornitissimo negozio di costumi per drag queen. E tutto questo esattamente di fianco al macello di Buenos Aires.

Ecco una selezione di posticini interessanti presenti in questa meravigliosa via…scelta per voi!

V3Raw, il cibo vivo a Milano
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Giochi di luce, colori, forme e geometrie. Indigestione di dettagli, fino all’ordinazione.

Ma esattamente cosa significa V3RAW? Ebbene, V sta per Vitality, 3 per carboidrati, proteine e vitamine e Raw, per le materie prime naturali utilizzate nelle ricette.

Nel menù si può scegliere tra una vastità di yogurt, insalate, zuppe e super food.

Ma torte invece ne abbiamo? Ovviamente, e che puoi accompagnare con estratti, smoothies e brewed coffee.

E il loro impegno? Decisamente Bio, fast and balance.

Adatto a: chi vuole vivere senza fretta

Au nom de la rose, le boutique di sole rose a Milano

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Marchio francese, con sessanta punti vendita nel mondo, dedicato alle rose. In vendita decine di varietà di rose in assortimento continuo, in arrivo quotidiano da Kenya, Olanda ed Ecuador, recise o confezionate. Vengono prodotti anche candele, profumi, prodotti beauty, tè, tisane, e marmellate, tutto al profumo di rosa….che ve lo dico a a fare!

Questo è il luogo ideale dove, con una spesa contenuta, si può trovare un pensiero per ogni occasione, una rosa per ogni sentimento, ma anche prodotti derivati dai petali di questo magnifico fiore: cosmetici biologici, profumi, infusi, cioccolato, candele e tanto altro ancora.

Insomma, l’ideale per omaggiare un’amica che vi ha invitate a cena o per un semplice mummy coffee.

Adatto a: gli eterni romantici

Brompton, bici pieghevoli made in London

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La britannica Brompton produce bici pieghevoli dal 1979 nella periferia di Londra con grande attenzione ai dettagli, alla qualità dei materiali e alla trasportabilità, argomento caro ai commuter londinesi. Le Brompton si differenziano a prima vista per molti aspetti: partiamo dalle dimensioni delle ruote da 16″, la qualità di materiali e componenti, l’estrema compattezza e portabilità una volta piegate e il design unico e originale.

Piegata, la Brompton, sta in tre posizioni. Parking mode, per lasciarla in equilibrio qualche istante mentre si beve un caffè o si chiacchiera. A carrello, per trascinarla comodamente grazie alle ruotine del portapacchi che diventano scorrevoli, diventando anche comoda al supermercato o per lo shopping. A valigetta, per infilarla ovunque o sollevarla con facilità: le Brompton infatti sono le più leggere, trovandosi nella gamma 10/12 Kg.

Ma come spiegare la continua diffusione della “piega”? «È un prolungamento dei propri arti – afferma Nigrelli, direttore bicicletta e statistiche di Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori),- un mezzo per rendere più veloci gli spostamenti dell’ultimo miglio, tra il treno o il metrò e la casa o l’ufficio. Non è come la Graziella, che si piegava in due e stava nel bagagliaio della 600, perfetta sintesi del paese che si industrializzava senza dimenticare le origini. Lì la bici rimaneva un mezzo da scampagnata. Oggi invece si tratta di un importante strumento di mobilità urbana. Poi certo ci sono pieghevoli e pieghevoli. La Brompton si compatta perfettamente, altre meno». La bici “made in London” è capostipite. Altri marchi si son messi in scia, e c’è anche chi propone dei modelli economici. Nessuno tiene però il passo della qualità Brompton.

Brompton… ti mette le aaaaliiiiii!!

Adatto a : chi ama la differenza

A pranzo… in macelleria Pellegrini

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Dietro al banco non solo più coltellacci e affettatrici: i macellai di oggi sono diventati anche cuochi. E nelle loro macellerie con cucina propongono piatti semplici, ma anche gourmet, a base (nemmeno a dirlo) di carne.

Direzione?

Macelleria Pellegrini. Via Spallanzani. Porta Venezia.

La macelleria nasce nel 1949 producendo solamente carne equina, solo nel 2005 la produzione si è allargata con l’impiego di carni di manzo e di vitello.

Nel 1996 Vittorio Pellegrini e il suo negozio hanno ricevuto un attestato e una medaglia d’oro dalla Camera del Commercio di Milano per i 34 anni di lodevole attività. Oltre a questo hanno ricevuto altri importanti riconoscimenti da importanti riviste del settore.

Nel 2009 la macelleria diventa anche gastronomia.

Claudio, terza generazione della famiglia Pellegrini, ha infatti ideato un format di «macelleria-ristorante»: Ogni settimana, dal martedì al sabato, la Pellegrini serve a pranzo oltre 450 persone che, nonostante si mangi in piedi, si trasformano in clienti affezionati. Di tanto in tanto, poi, la bottega organizza aperitivi con musica jazz. «Queste iniziative hanno fatto anche aumentare il numero dei clienti tradizionali» che, al macellaio «illuminato», chiedono anche consigli culinari. «Per questo abbiamo dato il via all’Accademia della carne, una serie di corsi della durata di una sera in cui spieghiamo ai 7/8 partecipanti le peculiarità di ogni taglio, cuciniamo e mangiamo insieme».

Il pranzo in macelleria consiste in:

1) un piatto a base di carne (martedì, mercoledì, venerdì e sabato, tartare o tagliata, e il giovedì anche arrosti, porchetta, brasati, bombette etc)

2) un contorno (patate o verdure di stagione)

3) una bottiglietta di acqua, o un bicchiere di vino

4) dolce della casa fatto a mano dalla signora Milena

Il tutto per 9 euro a persona, o 11 euro se mangiate la tagliata.

E per i vegetariani che dire?

Che mi spiace per loro, ops.

Adatto a chi: non rinuncia ad una pausa pranzo “ricostituente”

Radice tonda ed è subito vegan-boom!

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Nel mondo del fuori casa cresce l’attenzione verso il prodotto “buono e che fa bene”, che in buona misura oggi corrisponde all’opzione bio.

L’ultimo in ordine di tempo ad aver sposato questa scelta è Radice Tonda, nuovo “bar gastronomico” milanese (così recita la licenza) che si caratterizza per la scelta vegana e biologica delle proposte sfornate in loco.

ll locale è una via di mezzo tra un fast food e un bistrot, considerati i pochi posti al suo interno e i tavolini all’esterno sulla strada acciottolata, in cui passano solo pedoni e ciclisti. Inoltre, i colori naturali, le grandi lavagne su cui scrivono i menu che cambiano settimanalmente e il packaging in fibra vegetale e biodegradabile fanno di Radice Tonda un locale internazionale e al passo con i tempi.

NEL MENU: fra le specialità di Radice Tonda ci sono le zuppe, che raggiungono un numero altissimo di proposte. A queste si aggiungono le verdure gratinate, i veggie burger, le quiche, i sandwich, gli spezzatini di seitan e salse e salsine, tutte rigorosamente senza uova. I dolci, realizzati con farine biologiche o speciali per intolleranti al glutine, sono un must per chi si affaccia a questo locale, da accompagnare magari con un cappuccino di soia, una tisana o un centrifugato di frutta e verdura di stagione.

Adatto a: chi vuole prendersi cura di se’ e dimenticare le tossine del quotidiano


 Giorgia Borghi

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