La miglior Sicilia nel cuore di Porta Venezia

È tra i tipi di cucina più antichi d’Italia, così coreografica, ricca di profumi e sapori. La gastronomia siciliana affonda le proprie radici dalle variegate usanze e influenze storiche del suo glorioso passato e può attingere dalle ingenti risorse naturali che possiede.

Un’infinità di proposte culinarie, che rispecchiano la cucina di questa regione, nei secoli influenzata dai gusti dei popoli che l’hanno abitata. Una cucina sia di terra sia di mare, che ha esportato a livello mondiale alcuni fra i suoi piatti più tipici: i cannoli, la cassata, gli arancini, le granite. Piatti caldi, piatti freddi, tutti ricchi di gusto. Piatti assolutamente da provare in questo tour enogastronomico che noi di Porta Venezia Social District abbiamo scelto per voi!

 

Antica Focacceria S. Francesco

via Panfilo Castaldi, 37

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Siamo a Palermo ed è il 1834. Dopo 25 anni passati come maestro di cucina al servizio dei Principi di Cattolica, Salvatore Alaimo riceve in dono la cappella sconsacrata di un antico palazzo nel cuore di Palermo. Sulla porta d’ingresso appende una tavola di legno con un’incisione che recita “Focacceria” e decide di cucinare per il popolo.

Fu il primo locale pubblico dove, in passato, palermitani e non, potevano consumare dei piatti tipici della loro città. Si dice che anche Garibaldi e i suoi mille passarono di lì e ne approfittarono per godersi il giusto ristoro.

Quella che viene proposta in questa focacceria, oggi come allora, è una cucina povera ma ricca di cultura storica che affonda le proprie radici in secoli di tradizioni gastronomiche siciliane, greche, arabe, spagnole e francesi. Una cucina che venne apprezzata in passato anche da Crispi, Pirandello, da Re Ruggero Settimo e dai reali di Spagna e Belgio.

I prodotti sono sempre freschi e i dolci indimenticabili; potete gustare una selezione di ricette della tradizione palermitana, interpretate con cura e passione, preparate con gli ingredienti più genuini.

Le arancine, ad esempio, nascono come cibo da asporto per le escursioni di caccia di Federico II, particolarmente ghiotto del classico riso aromatizzato introdotto dai Saraceni, ma difficilmente trasportabile. Ed ecco che l’introduzione della panatura e della frittura hanno reso il riso un vero e proprio pranzo a sacco. (Guai a voi se le mangiate con il coltello!).

I cazzilli, invece, sono delle crocchette senza panatura, dal nome totalmente equivoco. Che vuol dire esattamente quello che pensate. La curiosità è che a inventarli e a chiamarli così sono state delle suore…

Le sarde “a beccafico” sono delle sarde aperte “a libro”, ripiene di mollica di pane, pinoli e uva passa e arrotolate. Imitavano i beccafichi, uccellagione riservata ai nobili, ripiena degli stessi ingredienti e arrotolati.

Non mancano ovviamente né la sfiziosa “fritturina del golfo” né la caponata di melanzane con capperi di Sicilia, olive del Belice, sedano, aceto e foglie di mandorle tostate, la margherita all’anciova, ovvero un piatto di pasta artigianale riccia, le saporite linguine pistacchi e gamberi di Mazzara del Vallo; e ancora gli involtini alla bahariota con ripieno di caciocavallo, pomodoro, uvetta passita delle Eolie, pinoli e basilico.

 

 

Pasticceria Fratelli Freni

Corso Venezia, 43

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Siete in cerca di una pasticceria storica siciliana a Milano? Eccola qui per voi!

Questo posto, aperto negli anni ’50, è ancora un must per assaggiare i dolci più buoni della città. È il 1914, anno in cui viene fondata la pasticceria da Salvatore Freni, proveniente dalla città di Messina e salvatosi a stento con la sua famiglia dal terremoto che all’alba del 28 dicembre 1908 sconvolse la città, costringendo molti dei sopravvissuti all’esodo.

L’attività di pasticceria, con specialità tipicamente siciliane, viene avviata da Salvatore su consiglio della moglie Elisa Corsi, di Novi Ligure, ed il primo negozio viene aperto su Corso Vittorio Emanuele II al n. 2.

Da provare assolutamente la fantasia di marzapane, i cannoli alla ricotta (riempita al momento!), i fichi d’India in vaso e le granite servite nel vetro – quella al caffè è talmente cremosa che ancora mi chiedo dove si nasconda il ghiaccio.

 

 

Made in Sicily

via Plinio, 3

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Qui si respira aria di “sicilianità” grazie all’inconfondibile profumo dei prodotti e delle specialità Made in Sicily, dalle cassate e cannoli (rigorosamente con ricotta di pecora), alle paste di mandorla e alle torte (anche la famosa sette veli), disponibili su ordinazione.

Da Made in Sicily non mancano nemmeno le specialità salate con arancini al ragù, burro, spinaci, melanzane, al pistacchio e al salmone su richiesta, crespelle di riso, cartocciate (fagotti al forno) con würstel, spianci, melanzane, prosciutto, funghi e tantissimo altro ancora.

Made in Sicily è quanto di meglio produce la Sicilia dell’eccellenza enogastronomica. La parola d’ordine è infatti la netta caratterizzazione dei sapori, l’essenzialità del prodotto.

C’è da credere che dalla professionalità e dalla qualità di queste prelibatezze siciliane nasceranno grandi cose.

 

 

I Malavoglia

via Lecco, 4

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Vicino ai Bastioni di Porta Venezia, il nome di questo locale suggerisce l’estrazione della cucina: siciliana e di mare, moderna, ma non priva di antichi afflati.

Ebbene sì, i Malavoglia di Via Lecco è un indirizzo conosciuto da trent’anni ormai per la cucina siciliana.

Il finocchietto selvatico, il rafano fresco e poi l’uvetta e la frutta candita sono da sovrani, dall’antipasto al dessert, in questa cucina così profumata.

Qui si può assaporare pasta con le sarde, alla Norma o con ragù di tonno. I secondi sono prettamente di pesce: involtini di pesce spada, sarde a becca fico, pesce spada alla ghiotta milanese, costata di tonno servita con rafano fresco e salsa di soia.

Ma per chi, come me, è cronicamente goloso, il momento dei dolci è quello più atteso della serata. Si possono assaggiare sorbetti fatti in casa al melograno, al mandarino, al fico d’India e al latte di mandorla per prepararsi ai dessert veri e propri. Si parte quindi con la piccola pasticceria, rigorosamente fatta in casa, che è sempre freschissima e stupefacente nella varietà. Quindi ecco la cassata siciliana, delicata, la pasta di mandorla, il croccante e i cannoli, sempre fragranti, che vengono serviti accompagnati da un ottimo passito di Pantelleria.

Profumi e colori si alternano in un battito di ciglia; basta girare la testa per essere inebriati da aromi e da tonalità completamente diversi.

 

Ciliegia-ciliegia-ciliegia. Sarà Jackpot?

 


Giorgia Borghi

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Nata lo stesso giorno in cui nacque Macchiavelli, racconto e assaggio tutto quel che posso – specialmente se sono magnifiche meringate al limone e coppe di gelato ricoperte di cioccolato. Laureata in Lettere e Filosofia, anche se il senso della vita sfugge, approdo al mondo della cucina dopo diverse vicissitudini, coincidenze, magie. I modelli più amati sono la tartare di Fassone e la pasta fresca della nonna. Viaggiatrice seriale e adoratrice di vino, con un master in Sommelier e uno in organizzazione eventi, mi cimento nell’arte di far quadrare i cocomeri, ma non ci riesco e per questo mi dedico al progetto di Porta Venezia Social District.

Nel mio frigorifero… c’è la luce. E basta.

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